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Giostre e tornei medievali

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Scritto da Administrator   
Le giostre e i tornei, termini questi che nonostate venissero usati quasi come sinonimi, avevano scopi, pratiche e valori molto diversi. La giostra medievale era essenzialmente una dimostrazione di destrezza: il cavaliere doveva essere capace, restando ben saldo sull'arcione, di far eseguire al proprio animale vari, esercizi, e di compire egli stesso diverse evoluzioni, colpendo al galoppo con estrema precisione, un bersaglio con la lancia.
Nel torneo non sono necessari tanto l'abilità e l'affiatamento con il cavallo, quanto la forza e il coraggio: solo così il cavaliere può mettere alla prova la propria audacia nell'affrontare l'avversario. 11 torneo veniva indetto con solennità da un araldo che annunciava in anticipo l'arrivo del Re. Attorno a una vasta spianata davanti al castello, detta lizza, i cavalieri partecipanti alzavano i loro fastosi padilioni. Ad una lancia, appendevano lo scudo con il proprio stemma: serviva per dichiarare, la propria identità, ma anche per consentire a chiunque di accusare il cavaliere se fosse stato il caso, di eventuali infamie commesse.
La sfida veniva lanciata a un rivale toccando il suo scudo, appeso al padiglione, con la punta della lancia. Quasi sempre il cavaliere portava al braccio, sulla lancia, attorno al collo un velo o un fazzoletto con i colori della dama per il cui onore dichiaravano di battersi.
Era dovere di chi perdeva dichiararsi lealmente vinto; in caso contrario i giudici provvedevano a dichiarare il vincitore. Allo sconfitto oltre alla polvere del campo il destino riservava raramente la perdita della vita, ma solo quella delle armi e della cavalcatura, trofei del vincitore, e talvolta la prigionia in attesa del riscat to da parte di parenti o amici. L'avversario vittorioso si aggiudicava anche un premio che poteva essere rappresentato da denaro, terre, un ingaggio o una carica di prestigio nell'esercito, e talvolta la mano, di qualche nobile dama, spesso figlia del signore, che voleva un genero forte e coraggioso per perpetuare la stirpe. Le corazze erano talmente pesanti che a volte, per salire a cavallo, i cavalieri dovevano essere sollevati con corde e carrucole.
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